preparazione-al-parto

Si sente parlare pochissimo di “riflesso di eiezione del feto” e in pochi sanno di cosa si tratti, eppure in questi anni che va tanto di moda il “parto naturale” lo si dovrebbe conoscere benissimo visto che è l’essenza del parto fisiologico.
L’espressione è stata coniata da Niles Newton negli anni ’70 quando studiava i fattori ambientali che possono disturbare il parto nei topi. Vent’anni dopo, Michel Odent come ci ricorda nel suo libro “Le funzioni degli orgasmi” (Terra Nuova Ed.), propone di riattingere a questa definizione per indurre una nuova drastica comprensione del processo del parto nell’essere umano. Michel Odent ci dice : “siamo di fronte a un riflesso di eiezione del feto se il neonato nasce a seguito di una serie di contrazioni irresistibili, che non lasciano spazio ad alcun movimento volontario. In tali circostanze è evidente che la neocorteccia, la parte del cervello preposta all’attività intellettiva, si è messa a riposo e non controlla più le strutture arcaiche del cervello che regolano le funzioni vitali, come il parto. Una donna “civilizzata” può arrivare a comportarsi in modi che sarebbero di norma considerati inaccettabili: può gridare , dire parolacce o essere molto maleducata. [ ] La donna sembra trovarsi su di “un altro pianeta”. [ ] L’interpretazione del riflesso di eiezione del feto ci porta a comprendere come la riduzione dell’attività del nuovo, potente cervello (che è quello che ci differenzia dagli altri mammiferi) sia la soluzione escogitata dalla natura per superare l’handicap specificatamente umano nel periodo attorno alla nascita.”
Ma allora, compreso ciò, perché continua ad essere così difficile che la fase espulsiva sia caratterizzata da spinte efficaci, irresistibili, che provengono dal bambino e che la rendano assolutamente rapida?
Michel Odent ci fa capire che per mettere davvero a riposo la neocorteccia è necessario che la donna si senta protetta, al caldo, al buio o con luce soffusa e che non riceva stimolazioni di nessun tipo. Per stimolazioni Odent intende in primis il linguaggio, che è tipico dell’attività della neocorteccia, per cui parlare a una donna in travaglio, fosse anche per incoraggiarla a spingere o ad assumere posizioni particolari, è di fatto una fonte di disturbo. Ma vuole essere ancora più chiaro e dice “il riflesso di eiezione del feto può essere inibito da una visita di controllo vaginale, da uno scambio di sguardi, da un cambiamento dell’ambiente circostante, come accade quando una donna viene trasferita dalla sala travaglio alla sala parto o quando per esempio le viene detto “lei è giunta a dilatazione completa, ora deve spingere”.
Comprendere il riflesso di eiezione del feto significa sostanzialmente rivalutare tutta l’assistenza al parto, e la credenza che la donna abbia bisogno di essere sostenuta e aiutata a partorire. So bene che qualcuno controbatte a ciò dicendo che ci sono donne che chiedono aiutano e sostegno, ma anche a ciò ho una risposta, anzi due. La prima è che aiuto e sostegno si possono offrire senza essere attivi, è una questione di presenza che diffonde calma e sicurezza e non attivarsi per far qualcosa. La seconda la attingo ancora una volta da Michel Odent che afferma”il riflesso di eiezioni del feto è accompagnato dalla liberazione di ormoni della famiglia dell’adrenalina riconoscibile anche da un’improvvisa espressione di paura, con frequente riferimento alla morte. Per esempio la donna può dire “sto per morire”, “uccidetemi”, “lasciatemi morire”. Chi assiste alla nascita, mosso da buon intenzioni, di solito tende a intervenire, quantomeno rispondendo con parole rassicuranti, ma razionali, invece di saper interpretare ciò che accade e mantenere un profilo basso. In quel frangente ogni interferenza può interrompere la progressione del parto verso il riflesso di eiezione del feto.”
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Insomma a questo punto diventa chiaro perché, solo in fortunati rari casi di parti precipitosi è possibile assistere a un riflesso di eiezione del feto, diventa chiaro perché molte donne continuano a lacerarsi e ad avere fasi espulsive lunghe e faticose anche se partoriscono in casa…..perchè sono davvero rare le persone che riescono a non fare, perché sono davvero rare le persone in grado di contenere tutto ciò, tutta l’attesa, tutto il dolore, e perché sono rare le persone che comprendono che se anche hai mille certificati, idoneità, e qualificazioni non ti svaluta lo stare ferma e fare la maglia (come una felice espressione usata da Odent) ma bensì ti dà l’onore di permettere ad un bambino di venire al mondo con la sua personale , propulsiva spinta alla vita.

Ornella Piccini

Bibliografia
“Le funzioni degli orgasmi” Michel Odent. Terra Nuova Ed. 2009
Newton N., “the fetus ejection reflex revisitated”, Birth 1987, 14 (2) 106-108

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