“Ai bambini non abbiamo da insegnare.
bensì da loro abbiamo da imparare, è questa la nuova pedagogia”
Ornella Piccini

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Non c’è momento in cui un bambino non impari, tutto quello che fa e che si muove intorno a lui è costruzione della realtà, formazione del pensiero, attivazione delle competenze, esperienza emotiva. Il modo in cui un bambino vive, le regole che condivide, e tutto l’ambiente educativo che respira concorrono alla sua salute. I bambini hanno spontaneamente interesse all’esplorazione e alla conoscenza.
Ecco perché inorridisco quando sento dire da un adulto che un bambino è svogliato, o non ha voglia di studiare, che davanti a un libro scappa, ecc…inorridisco non solo perché se quel bambino “è svogliato” è sicuramente perché “defraudato” della voglia di scoprire e di interessarsi al mondo ma anche perché addirittura se ne dà a lui la colpa, etichettandolo come vagabondo o svogliato. I bambini sono naturalmente rivolti all’apprendimento, dobbiamo solo capire che non esiste un tempo per apprendere a scuola separato da tutto il resto. I genitori sono responsabili quanto gli insegnanti in tutto il processo di apprendimento. La prima forma di apprendimento sappiamo essere l’imitazione, non l’imitazione immediata senza filtro, bensì intesa come l’insieme dei comportamenti emotivamente significativi che noi come adulti mettiamo in atto e che i bambini osservandoci acquisiscono.
Qui per educazione intendo riferirmi alla radice etimologica del termine, nel senso di “ex-duco” ossia “conduco fuori”, l’educazione non è un’insieme di regole e concetti da imparare, ma un processo in eterno divenire di scoperta e integrazione del mondo, è un processo che deve consentire quindi di andare fuori per il mondo con tutto gli strumenti necessari di comprensione, lettura e anche propria creazione della realtà.
In tutto ciò vi sono due requisiti fondamentali : la qualità e la quantità.
Per qualità intendo dire la tipologia dei contenuti che trasmettiamo che devono essere equilibratamente teorici e pratici e comprendere una globalità di linguaggi e esperienze tra i quali : il sapere antico, quello contemporaneo, la manualità, l’esplorazione costante del mondo. Conoscere l’Egitto e non sapere sbucciare una mela, è un apprendimento non equilibrato. Sapere sbucciare una mela, e quindi una buona manualità, consente al pari dei paradigmi, l’apprendimento della geometria e della matematica.
La quantità è l’altro elemento fondamentale. Partendo dal presupposto che i bambini imparano tutto il giorno da ogni cosa che vedono e fanno, è necessario che il tempo e i contenuti che dedichiamo attivamente all’apprendimento siano ridotti (soprattutto rispetto a quelli del programma ministeriale attualmente in atto) per dare modo a loro di integrarli e interiorizzarli. I bambini hanno cioè bisogno nelle loro giornate di molto tempo libero a loro disposizione, per indirizzare il loro interesse e la loro creatività verso ciò che loro scelgono e per elaborare ciò che hanno appreso.
Oggi grazie anche alla nostra costituzione che consente la scuola a casa, o scuola familiare, o scuole autogestite da genitori, stanno nascendo nuove realtà di educazione. Invito a visitare i siti http://www.educazionelibertaria.org, http://www.educaresano.net per avere informazioni a riguardo.

Qui voglio solo fornire alcuni spunti di riflessioni, per aprire un dibattito che sia fecondo, e voglio iniziare dai “bisogni educativi” dei bambini :
• Avere adulti recettivi che desiderano dedicare loro il tempo spiegando ciò che loro chiedono (e solitamente sono molteplici le domande dei bambini, questo fa parte dell’apprendimento al pari delle ore scolastiche)
• Poter esplorare l’ambiente naturale il più possibile, avere cioè del verde non strutturato intorno. Chi vive in città può concentrare questa attività nel fine settimana organizzando passeggiate nel bosco. La natura offre molteplici e complesse situazioni di apprendimento integrato
• Fornire un ambiente ricco di stimoli costruttivi, che non significa avere molti giochi a disposizione, o molti impegni già stabiliti, bensì fornire la possibilità di svolgere le più svariate attività e nelle modalit
• Dedicare tempo alla lettura fin da piccoli, ovvero leggere loro libri, mettere a disposizione libri in casa, libri illustrati, atlanti, favole, ecc…una molteplicità di materiale ben ordinato e disponibile. Frequentare le biblioteche.
• Favorire il racconto orale, raccontando noi per primi ma anche invitando loro a raccontare cose accadute, o gite, o la giornata a scuola ecc..
• Fare con loro le mansioni quotidiane : apparecchiare la tavola, cucinare, tagliare le verdure, fare la spesa, imparare a pagare e a ricevere il resto (è un modo incredibilmente efficace per imparare la matematica!)
• Ascoltarli e rivolgersi a loro con fermezza e dolcezza. Vedi comunicazione ecologica.

LETTURE
“IL CONCETTO DEL CONTINUUM” di Jean Liedloff, ed. La Meridiana
“LIBERI DI IMPARARE” di di F. Codello e I. Stella, ed. Terra Nuova
“SLOW SCHOOL”. Pedagogia del quotidiano, di Ritscher Pennydi , ed. Giunti

SITI CASE EDITRICI
www.coccoleecaccole.it
www.giralangolo.it
www.fatatrac.it
www.leoneverde.it

SITI DI INTERESSE PEDAGOGICO
www.robertopiumini.it
www.giannirodari.it
www.rodariparcofantasia.it
www.cppp.it Centro Psicopedagogico per la Pace e la Gestione dei conflitti
www.natiperleggere.it Nati per Leggere. Amare la lettura attraverso un gesto d’amore: un adulto che legge una storia.
www.centroesserci.it per la diffusione della Comunicazione Non-Violenta