“I primi mesi di vita di un bambino passano tra il succhiare al seno e il dormire.
Le due attività si alternano e si compenetrano, non certo in un ritmo di orari e controlli,
bensì in una silenziosa, mutevole sinfonia”

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La serenità e il buon adattamento di un bambino alla vita possono essere apprezzati dal placido procedere del sonno e dell’alimentazione. Per quanto riguarda l’alimentazione il primo anno di vita l’alimento principale è il latte materno, che verrà integrato a seconda dei segnali del bambino con altri alimenti appartenenti alle abitudini sociali e familiari di appartenenza. Questi sono alcuni punti essenziali, quindi da tener presenti ossia che in presenza di un allattemnto al seno a richiesta non vi è né un momento preciso in cui iniziare a introdurre alimenti, né particolari precauzioni nei cibi da usare ( se non quelle del buon senso generale per cui i cibi devono essere freschi, naturali, il più possibile vegetali, variegati e cucinati in maniera semplice).
Il seno dovrebbe essere a disposizione del bambino ogni volta che lo richiede, e generalmente il primo anno di vita la frequenza è molto alta (ossia può volersi attaccare anche ogni 10 minuti come talvolta, lasciar trascorrere 1 o 2 ore) difficilmente però entro l’anno di vita nei momenti di veglia il bambino lascia passare più di un’ora tra una poppata e l’altra (per poppata qui si intende qualsiasi attacco al seno anche per pochi minuti, come spesso accade).
Una buona esperienza di allattamento al seno fonda le basi per un sano e positivo approccio all’alimentazione, la possibilità di assaporare diversi gusti, sapori e condizioni del latte materno, accompagnata all’autonomia e al soddisfacimento naturale che il bambino acquisisce attraverso l’accesso libero al seno rende l’esperienza del nutrimento un’esperienza di piacere.
Oggi sono sempre più frequenti i casi di genitori che si lamentano nel gestire l’alimentazione del bambino. Le problematiche più diffuse sono difficoltà a fare assumere al bambino un’alimentazione variegata (con frutta, verdura, cereali…), difficoltà sul piano comportamentale ad esempio a condividere il momento di mangiare (il bambino non si siede a tavola, è irrequieto ecc..) a difficoltà più consistenti che vanno sul versante dei disturbi alimentari come rifiutarsi di mangiare, mangiare troppo rischiando un sovrappeso, ecc… L’origine di tali problematiche spesso potrebbe essere enormemente ridotta se solo si osservassero delle pratiche molto semplici e salutari fin dall’inizio della vita del piccolo :

Allattamento al seno a richiesta

Avvicinamento al cibo secondo le inclinazioni e le esplorazioni del bambino (un bambino allattato al seno può iniziare a introdurre cibi senza dover passare dalle “minestrine”). Il cibo può essere manipolato, esplorato, si può iniziare morsicchiando un po’ ciò che mangia la madre.

Non essere costretti su un seggiolone, legati e con qualcuno che imbocca.
Vivere il cibo anche come condivisione, per cui si mangia tutti insieme e non far mangiare il bambino da solo.

Cucinare verdure come portata centrale e non come contorno (che già la parola stessa ci dice molto sull’importanza che viene data alle verdure!)

Usare cibi freschi, non confenzionati

Ovviamente non mi stancherò mai di ripeterlo, esiste sempre un piano più profondo da tenere presente e su cui i genitori dovrebbero lavorare, ed è quello della relazione che loro hanno col cibo, con la condivisione del pasto, e con come hanno vissuto questi aspetti con le loro famiglie di origine; un
bagaglio intimo e personale che ognuno si porta dietro.

SONNO
Un bambino che fin dalla nascita e i primi anni di vita ha la possibilità di dormire accanto alla mamma e lei si sente serena e non socialmente giudicata per questo, sarà un bambino che dormirà notti tranquille. In maniera un po’ semplicistica ho voluto raccogliere in questa frase l’essenza del dormire del neonato. In tutte le culture tradizionali, di tutte le parti del mondo i bambini hanno sempre dormito a fianco dei propri genitori. Nella cultura occidentale, a partire dalla nascita della Psicoanalisi (classica) e dalla nascita culturale del concetto di “Infanzia” i bambini sono stati allontanati, messi a dormire da soli in una cameretta, in origine mossi da forti tabù di origine sessuale (ancor di più acuiti dalla sessualità infantile così come postulata da Freud, sebben l’intento freudinao fosse di abbattere certi tabù). Ciò non solo ha creato un disturbo alla fisiologia dell’allattamento, che sappiamo essere più frequente proprio nelle ore notturne, ma anche alla fisiologia del dormire, fino ad arrivare ai giorni nostri con un sempre più frequente numero di bambini che la notte non dorme. A ciò si aggiunge una serie di “cattive abitudini” come quella di stare davanti alla tv la sera, di aver perso una serie di rituali “dell’andare a dormire” come creare un’atmosfera più pacata (con luci soffuse) raccontare una storia o comunque creare un momento di unione e serenità familiare alla sera. Molto spesso il momento della cena è ricco di aspettative e denso di eventi : oggi molte famiglie si ritrovano insieme solo alla sera, per cui si vuol cenare insieme, i genitori vogliono parlare tra loro, allo stesso tempo i bambini chiedono attenzioni, la tv spesso è accesa…..il tutto crea un mix molto forte che non consente ai più piccoli di avvicinarsi al sonno con tranqullità. Per cui diventa necessario lavorare sul recuperare tempi, ritmi e attività più consoni alla sera, anticipando il più possibile l’orario della cena (soprattutto in inverno), consentire ai bambini di godere della vicinanza dell’adulto nelle ore notturne ( i bambini non sono ingrado di sentirsi protetti al buio, da soli, imparano questo solo crescendo), curare rituali del dormire. Alcuni professionisti sconsigliano la condivisione del lettone per tutelare la sessualità della coppia. Negli anni mi sono convinta che la sessualità della coppia oggi ha ben altri problemi che non questo. Molti adulti non hanno una buona vita sessuale pur non dormendo coi propri figli, e in ogni caso ci sono molti tempi, luoghi e modi diversi in cui si può consumare la sessualità della coppia senza dover per questo ricorrere ad allontanare il bambino piccolo dalla madre. Ci sarebbe molto da scrivere su questo argomento, e certo non si può esaurire in questa pagina, affronterò l’argomento nei vari post, mi limito per ora a dire che forse il lavoro più grande va fatto sull’immaginario sessuale della coppia, sul sentirsi amanti pur essendo genitori, sull’unire e non scindere la donna accudente dalla donna sensuale ecc…
Serene notti a tutti.
Ornella Piccini