DSC01276
Nel momento in cui una madre inizia a portare il proprio figlio in grembo o successivamente quando lo dà alla luce o lo allatta, inizia in lei un vero e proprio processo di trasformazione e cambiamento che la porta appunto a divenire a tutti gli effetti madre. È un processo che contempla l’attivarsi non solo di un piano emotivo ma anche di un piano fisiologico e corporeo, come un nuovo assetto ormonale e una fisicità in espansione che rende il corpo più morbido e accogliente. È un processo straordinariamente affascinante e anche difficile in cui si risvegliano pregresse esperienze, positive e negative, che riguardano, in primo luogo, il tipo di accudimento ricevuto. Come essere madre non dipende solo dalle scelte che si fanno, sebbene una certa consapevolezza possa aiutare a scegliere meglio, ma dipende in modo particolare dalla forma di accudimento che si è ricevuta e da come essa si attiva a contatto col bambino. Iniziamo a vedere la propria madre e il rapporto con lei sotto una nuova luce. Ciò non significa essere come la propria madre, ma bensì che tutto il vissuto emotivo e psichico con lei si riattiva. Mancanze, ferite, conflitti non risolti si ripresentano dando colore a quella specifica sensibilità e vulnerabilità tipica di ogni donna incinta o di ogni puerpera. Per questo è fondamentale che mentre la madre si occupa del bambino qualcuno si occupi di lei, mentre lei accudisce il bambino, qualcuno deve accudire lei.
Quando si parla di trauma perinatale nella madre si intendono sia tutte le pregresse esperienze negative che la donna ha potuto provare da piccola, o ancor prima nel ventre della propria madre, ma anche tutte le esperienze traumatiche che le possono accadere durane la gravidanza o il parto. Nel primo caso è un processo profondo e senza fine di elaborazione di ciò che siamo state, in contatto con ciò che siamo oggi col nostro bambino tra le braccia. È importante però che la donna arrivi ad avere consapevolezza di questo bagaglio emotivo che porta con sé, altrimenti il tutto può ricadere nella relazione col bambino, a partire da difficoltà di vario genere nell’accudirlo. È la bambina presente in ogni donna che chiede primariamente di essere accudita e capita, dopo ciò potrà veramente sbocciare la donna che è e riuscire ad essere una madre adeguata. Talune volte il processo di elaborazione si attiva spontaneamente, e ne sono la testimonianza le molte donne che sentono cambiare il proprio modo di pensare, che avvertono riflessioni e sensazioni nuove rispetto ai propri vissuti, che avvertono le trasformazioni e nuovi modi di vedere le cose. In altri casi il senso di smarrimento, di vuoto, di non capire cosa sta accadendo può portare a chiedere l’aiuto di un percorso terapeutico. Sebbene intraprendere un percorso “terapeutico” che aiuti a entrare in contatto col nostro dolore, a elaborarlo e superalo, può essere un percorso lungo, che richiede anni, la mia esperienza personale e con le donne mi mostra quanto il momento in cui si diventa madri abbia una potenzialità trasformativa forte e rapida, ossia lavorare con le emozioni in questo momento sortisce effetti sorprendenti e veloci. Un’attenzione particolare deve essere data a quei traumi specificatamente perinatali, come una nascita difficoltosa o medicalizzata che può ora che è lei a partorire attivare paure e angosce profonde rispetto al prorio parto. Lo stesso vale per l’allattamento. Una madre che da piccola non è stata allattata può trovarsi in difficoltà nel momento di dover allattare il proprio figlio. Non perché non sia capace, o qualcuno non glielo abbia insegnato, ma semplicemente perché in lei si riattiva quel dolore vissuto. Aiutarla a sciogliere quel dolore aiuterà anche il latte a sgorgare. A volte tutto il processo avviene da sé spontaneamente e le ferite si rimarginano semplicemente nella relazione col proprio figlio. Per far ciò è però davvero necessario che la donna si senta sostenuta e onorata nel suo ruolo di madre, che abbia persone accanto che non la distolgano dal suo “lavoro” col bambino, ma che piuttosto la nutrino, la coccolino, si assicurino che non le manchi niente anche e soprattutto sul piano pratico (faccende, cucina…) Se ciò non avviene conseguenze immediate e evidenti sono innanzitutto difficoltà o alterazioni della fisiologia del maternage, ossia difficoltà nell’allattamento, nel gestire il sonno o il pianto del neonato, o ancora episodi di febbre o comunque situazioni che riguardano l’apparato respiratorio del bambino, e in generale tutto il suo stato di salute. Oggi c’è una grande e puntigliosa assistenza alla gravidanza e alla nascita, parenti e amici che si precipitano a far visita e a comprare liste di nascita, ma poi nella quotidianità molte madri col neonato sono sole in casa e nelle faccende domestiche, e con la paura che se piangono un po’ sono tacciate di essere diagnosticate con depressione post-partum. Abbiamo bisogno di ricreare un tessuto sociale intorno alla madre e alla coppia che accoglie un figlio. Tutto ciò può presentare toni drammatici se il parto è stato difficoltoso. Sottovalutiamo quanto una donna possa essere traumatizzata da una nascita non fisiologica, dove ha provato molto dolore e misure invasive (manovra di Kristeller, ossitocina sintetica, cesareo ecc..). in questi casi è necessario che la donna possa esprimere tutto il dolore e lo sconforto, che non si tenti semplicemente di confortarla, pena altrimenti il fallimento di alcuni aspetti del maternage come l’allattamento. Sicuramente una madre può essere una buona madre pur essendosi trovata nella situazione di aver dato latte artificiale al suo bambino, ma è importante, per non mistificare la realtà sua e del bambino, riconoscere che qualcosa è mancato, magari hanno saputo entrambi eccellentemente farvi fronte e uscirne vittoriosi, ma devono esserne coscienti. Se invece si riesce a intervenire prima, nell’immediato dopo parto con un supporto emotivo e pratico adeguati, gli accadimenti dolorosi possono evitati o quantomeno essere trasformati e divenire occasioni uniche di crescita, guarigione e di entusiasmo nella crescita dei figli.

Ornella Piccini