Tutti i bambini fanno home schooling !!

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Con questo titolo provocatorio vorrei aprire una riflessione di più ampio respiro sull’educazione e sulle nuove esperienze relative all’home-schooling ossia fare scuola a casa.
Trovo che il nostro sistema scolastico sia fortemente in crisi e come tutte le crisi raccoglie e anima non solo dispiaceri e mancanze ma anche nuove prospettive e spinte propulsive, una di questa è l’esperienza che molte famiglie stanno facendo in Italia ma anche all’estero di occuparsi personalmente o attraverso sistemi autorganizzati dell’educazione dei propri figli o anche di altri figli appartenenti alla comunità in cui vivono, in particolare questo avviene in alcuni ecovillaggi. Fare scuola a casa nasce spesso dal non ritrovarsi nel sistema scolastico così come è pensato ad oggi, ma nasce anche dal desiderio di condividere l’educazione dei propri figli e di sentirsi recettivi nell’accompagnarli alla scoperta del mondo e della conoscenza. Ricordo, a titolo informativo che tali movimenti non sono assolutamente eversivi ma che la stessa costituzione italiana ammette che l’educazione avvenga tramite scuole pubbliche o private riconosciute o anche privata, intesa familiare.
Il valore aggiunto di queste esperienze risiede tra l’altro nel disporre più liberamente del proprio tempo ma anche nel seguire maggiormente le attitudini specifiche di ogni singolo bambino o ragazzo, aspetto ancora poco valutato nella scuola pubblica che tende a uniformare i livelli di apprendimento.
Personalmente sono molto attratta da questo movimento di scuole libertarie o familiari, sebbene i miei figli fino ad oggi abbiano sempre frequentato la scuola pubblica sia per motivi di lavoro di noi genitori, sia perché trovo stimolante confrontarmi col sistema scolastico e ho sempre avuto la fortuna, per adesso, di incontrare insegnanti dedicati con amore al loro lavoro, seppur lo stesso non posso dire di tutto il sistema istituzionale che li contiene, ma anche e soprattutto perché non conduciamo una vita che consenta più di tanto la condivisione del tempo e dello spazio con altri bambini così come la può offrire la scuola.
Detto questo, negli anni mi sono sempre più interessata al tema dell’educazione e sono sorte sempre più domande e riflessioni. Trovo molto stimolante la scelta di chi sta sperimentando la scuola familiare, così come mi angustia dall’altra parte sentire molti malcontenti nella scuola pubblica o comunque la delega pressochè totale alle istituzioni dell’istruzione dei propri figli. E qui vorrei scendere nel merito del senso profondo dell’educazione e della trasmissione del sapere. Quando sentiamo dire che il livello sociale della famiglia di origine influenza ancora tanto l’accesso al sapere, ossia che i figli di famiglie con un basso livello culturale restano nella vita “penalizzati” da un punto di vista culturale, diciamo sicuramente che la società è deficitaria nel garantire una certa egualità, ma sottovalutiamo quanto questo dato ci dica anche una cosa molto positiva ossia che ciò che riceviamo dalla famiglia ossia dalle figure accudenti abbia effettivamente un’impronta e un’importanza superiori a qualsiasi altro fattore. In tal senso ancora una volta dobbiamo parlare dell’importanza dei primi anni di vita nel formarsi dell’individuo e accettare e favorire più che contrastare questo fattore. Con ciò non voglio dire che chi nasce in situazioni svantaggiate debba essere lasciato in tali condizioni, ma bensì che la direzione verso cui devono andare gli interventi sociali non è tanto nel sostituirsi alla famiglia quanto nel contenere, sostenere e affiancare il più possibile la famiglia perché possa svolgere al meglio il compito di accompagnare un figlio nella crescita. Un esempio su tutti, molto semplice e banale : sappiamo da numerosi studi quanto l’attitudine alla lettura si crei proprio nei primissimi anni di vita, ossia a quanto ad esempio siamo stati esposti alla lettura di fiabe e racconti ecc… visto che oggi l’alfabetizzazione di base è ormai completa in Italia, ossia tutti sanno leggere e scrivere (per quanto male!) si potrebbe consigliare ai genitori in maniera estesa e capillare di leggere fiabe ai loro figli prima di addormentarsi, ricorrendo anche al prestito bibliotecario per quelle famiglie che non possono permettersi di comprare libri, spiegando loro che ciò accresce l’intelligenza e favorisce la salute dei loro figli. Si potrebbe iniziare questa informazione estesa e capillare a partire dalle visite pediatriche, o da altri punti nevralgici a cui la maggior parte dei genitori fa riferimento, dove professionisti riconosciuti, come i pediatri ad esempio, possono indicare ai genitori l’importanza di leggere un libro al figlio al pari di farmaci o controlli da fare, creando biblioteche nelle scuole, a partire dai nidi e scuole materne dove poter dare settimanalmente libri in prestito ai bambini da leggere coi genitori. Ovviamente tutto ciò non esclude che ci siano molti genitori che comunque si rifiutino di leggere e di condividere questi preziosi momenti anche solo alla sera prima di dormire, ma sicuramente si potrebbero raggiungere un numero elevato di persone, e in ogni caso in queste circostanze più difficili sarà la società che riconoscendo l’alto valore delle figure genitoriali nella crescita futura, si farà il più possibile materna e paterna, non solo come istituzione che fornisce contenitore e contenuti, ma soprattutto con veicolo di emozioni e contenimento affettivo, a partire dalla formazione degli insegnanti e educatori che sottovaluta spesso proprio la formazione emotiva.
Sappiamo bene quanto sia importante che i primi anni di vita un bambino possa godere della vicinanza dei propri genitori, ciò non significa cadere nelle vecchie categorie di mamme costrette a fare le casalinghe, ma bensì cercare di lavorare come società per fare in modo che una madre possa realizzarsi personalmente e professionalmente col figlio al proprio fianco il più possibile. In attesa di questi cambiamenti epocali, possiamo impegnarci a far sì che vi siano le massime accortezze da chi sostituisce le figure genitoriali soprattutto i primi anni. Un bambino a d esempio che si trova a frequentare l’asilo nido prima dei tre anni, non dovrebbe essere spinto verso questa esperienza dicendogli che gli fa bene la socialità (cosa che sappiamo notoriamente svilupparsi dopo i tre anni), ma bensì cercando di offrirgli figure di riferimento, come le educatrici e gli educatori, che lo sappiano seguire con amorevole attitudine materna, rispondendo ai suoi bisogni di contatto e di contenimento emotivo.
Ma qui la strada da fare sul piano emozionale è ancora lunga.
Tornando da dove eravamo partiti ossia dall’homeschooling, possiamo dire che tutti i bambini fanno homeschooling in quanto ciò che imparano a casa ha una valenza e un’importanza difficilmente paragonabili e imitabili, pertanto tutti i genitori sentendosi orgogliosi del loro valore, dovrebbero il più possibile sfruttare le occasioni di apprendimento condiviso, ad esempio facendo la spesa coi bambini si può insegnare tanto di matematica, attraverso il prezzo della merce, attraverso il pagare e farsi fare il resto, anche un bambino di 2 anni seduto sul carrello della spesa ci può aiutare a pigiare il tasto giusto della bilancia. Quando tendiamo i panni possiamo provvedere a mettere sul terrazzo o nel giardino (per chi ce l’ha) un filo teso ad altezza bambino dove nostro figlio può tendere anche lui i panni più piccoli, quando facciamo un dolce nostro figlio può aiutarci a dosare e mescolare gli ingredienti, facendo così una preziosa esperienza di come si passi attraverso il calore dallo stato liquido a solido o viceversa ecc….il tutto condito da un altro tipo di calore che è quello della relazione che rende un insegnamento saldo e ben integrato nel nostro essere.

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Insomma di occasioni ce ne sono molteplici e infinite così che ogni genitore, da quello che sta a casa coi figli a quello che lavora tutto il giorno, possa trovare il suo saper fare e essere da trasmettere al figlio e si senta di essere davvero la prima e più importante scuola per suo figlio.
Per concludere inoltre vorrei dire che le esperienze di scuole istituzionali dovrebbero confrontarsi e aprirsi con le esperienze di scuole a casa, e viceversa, in modo da favorire lo scambio di saperi e esperienze che rendono ogni cittadino responsabile e attivo nell’educazione della propria società!
Per chi volesse approfondire gli aspetti e le realtà che riguardano la scuola a casa o le scuole libertarie può far riferimento a questi siti
www.educazionelibertaria.org
www.controscuola.it
www.educaresano.net
Per chi volesse approfondire i temi legati all’importanza della lettura
www.natiperleggere.it
www.robertopiumini.it
www.giannirodari.it
www.rodariparcofantasia.it
www.cppp.it

Buona scuola a tutti!!

One thought on “Tutti i bambini fanno home schooling !!

  1. Caterina scrive:

    Carissima, è un po’ che ti seguo ma oggi leggendo questo desidero proprio lasciarti un commento.
    Sono molto molto d’accordo con te, e penso che sostenere, offrire mezzi, empatia ed empowerment alle famiglie, sarebbe la strada migliore per un futuro più sereno.
    Concordo anche sull’importanza della lettura ai bambini (ci ho dedicato un blog proprio perché la amo), anche se penso che andrebbe semplicemente offerta e non “propinata”. Ma tanto difficilmente un bambino non gradisce una bella storia, anche perché di proposte possibili ce n’è tante e si trova sempre quella adatta a ciascuno.
    Insomma condividerò queste tue parole e te ne ringrazio.

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